{"id":801,"date":"2018-05-25T19:49:35","date_gmt":"2018-05-25T19:49:35","guid":{"rendered":"https:\/\/alaska2patagonia.com\/it\/?p=801"},"modified":"2018-07-30T09:09:34","modified_gmt":"2018-07-30T09:09:34","slug":"lamerica-e-gia-grande","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alaska2patagonia.com\/it\/lamerica-e-gia-grande\/","title":{"rendered":"L\u2019America \u00e8 (gi\u00e0) grande"},"content":{"rendered":"
Vivi, viaggia, avventura, benedici, e non dispiacerti. \u2013 Jack Kerouac<\/p><\/blockquote>\n
\u00c8 passato praticamente un mese dal mio arrivo a Ushuia, citt\u00e0 pi\u00f9 australe del mondo, nella Patagonia e punto d\u2019arrivo della mia traversata del continente americano da punta a punta. Dalla costa dell\u2019Oceano Artico in Alaska alla Terra de Fuoco in Patagonia.<\/p>\n
\u00c8 passato un mese gia\u2019, ma un mese frenetico di preparativi, di cambio di attrezzatura, di cambio continente.
\nPensavo che arrivando a Ushuaia e terminando la tappa americana avrei avuto un po\u2019 di tempo per me, per assaporarmi il momento, invece \u00e8 stato un susseguirsi estenuante di organizzare tutto nuovamente; anche da Ushuaia me ne sono andato in fretta e furia.<\/p>\nAttraversare l\u2019America \u00e8 stata un\u2019avventura epica, sono felicissimo di aver deciso di partire e sono ancora pi\u00f9 soddisfatto di aver tenuto duro il primo mese e mezzo, perseverando verso una meta cos\u00ec lontana. Alaska e Canada sono stati duri ma anche una buona palestra per abituarmi a quello che sarebbe arrivato poi. Sono felice di non avere pi\u00f9 tutti quei momenti di sconforto di inizio viaggio anche se a volte capita di sentirmi incerto o timoroso. Penso sia normale quando attraversi posti selvaggi e sconosciuti. Per esempio, non sai se l\u2019acqua sar\u00e0 sufficiente fino al prossimo villaggio, o magari ti trovi in un posto desertico spazzato da una bufera di vento e se non trovi un posto riparato non potrai montare la tenda per riposare. \u00c8 normale avere paura, fa parte dell\u2019istinto di sopravvivenza, per\u00f2 col tempo certe situazioni impari a gestirle, capisci sempre di pi\u00f9 che si trova sempre una soluzione per ogni occasione. Questo non vuol dire che sia sempre una passeggiata. Ci sono giorni dove arrivi a sera senza una goccia di energia, altri giorni dove la pioggia ti raffredda e ti consuma fin quasi all\u2019ipotermia, altri dove il vento scava un tarlo nella tua mente, o altri in cui per una disattenzione o fortuitamente rompi qualcosa dell\u2019attrezzatura che \u00e8 impossibile rimpiazzare in molte parti del mondo.<\/p>\n
L\u2019America mi ha dato tanto. Innanzitutto, tanti nuovi amici, l\u2019umanit\u00e0 che ho incontrato attraverso il continente \u00e8 semplicemente emozionante. Tante persone mi hanno adottato nelle loro famiglie, mi hanno ospitato e condiviso con me tanti momenti delle loro vite. Ed \u00e8 proprio questo l\u2019aspetto pi\u00f9 importante del viaggio, della vita del nomade. Il ramingo non \u00e8 solo ma entra a contatto con una moltitudine di persone diverse. Cerco sempre d\u2019imparare, di capire: culture, usanze e modi di vivere diversi. Il mio viaggiare a basso costo mi forza spesso a dovere dipendere dall\u2019accoglienza delle persone che incontro ogni giorno.
\nLa stragrande maggior parte delle persone \u00e8 buona e da questa bont\u00e0 a volte dipende anche il mio sopravvivere: qualche litro d\u2019acqua, un pasto, un posto tranquillo dove accampare la notte.<\/p>\nIl ricordo dell\u2019America che porto con me \u00e8 proprio questo, il sorriso con cui la gente mi ha accolto. Molte di queste persone sono ancora in contatto con me. Alle altre va comunque tutta la mia gratitudine e sono certo che l\u2019universo sapr\u00e0 ricompensarle a dovere.<\/p>\n
Ho avuto modo di sperimentare una natura veramente selvaggia, dalla tundra dell\u2019Alaska alla steppa della Patagonia. In mezzo: deserti, altipiani, mari caldi, tartarughe marine, coccodrilli, puma, tigrillos, serpenti, scimmie urlatrici, ghiacciai millenari, deserti di sale, foresta amazonica, frutti tropicali di cui ignoravo l\u2019esistenza.<\/p>\n
Sono stati 954 giorni vissuti bene, in modo semplice e frugale ma intenso e hanno fatto di me un cicloviaggiatore.
\nC\u2019\u00e8 chi mi chiede le statistiche tipo quante catene ho cambiato, quante volte ho forato, o quanti copertoni ho usato. Non lo so e forse sono cose che magari tolgono il tempo alle sensazioni vere. In futuro cercher\u00f2 di tenere qualche conto. Il chilometraggio percorso \u00e8 di circa 35,000Km attraversando 16 paesi diversi.<\/p>\nL\u2019America mi ha dato tanto, e ne sar\u00f2 eternamente grato. L\u2019unica cosa che posso fare umilmente \u00e8 ringraziarla. Ringraziare innanzitutto la PachaMama che ho cercato di rispettare il pi\u00f9 possibile cercando di non lasciare tracce del mio passaggio. E ringraziare tutti gli abitanti del continente per avermi accolto come uno di famiglia. Ed \u00e8 con questa gratitudine nel cuore che continuo la mia avventura.<\/p>\n
L\u2019America mi ha dato tanto dicevo, mi ha regalato un sogno nuovo: continuare la mia avventura nomade attraversando tutti gli altri continenti e tramutare il progetto che era Alaska2Patagonia in un vero e proprio giro del mondo.<\/p>\n
Adesso Africa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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