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Strategia per la malaria

Ci sono più persone che muoiono di malaria che di tutti i tipi di cancro – Bill Gates

Anche se in America Latina c’è presenza di malaria, le possibilità di contrarre questo parassita sono molto remote e il 90% dei viaggiatori non pianifica nessun tipo di profilassi. In Africa è tutta un’altra storia.
In Africa la malaria è un problema radicato ed endemico che miete molte vittime, molte più di quello che si potrebbe immaginare.

Ci sono tre tipi di malaria e una volta che questo parassita entra nel corpo umano è un mezzo casino debellarlo e può rimanere nascosto per anni nel fegato per poi risvegliarsi. Non è un parassita da prendere sottogamba, c’è infatti un tipo di malaria, la malaria celebrale che se non curata in tempo uccide nel giro di 48 ore.

Purtroppo, non c’è una linea di pensiero condivisa sulla strategia per evitare la malaria. Ogni dottore con cui ho parlato mi ha elencato i pro e i contro della profilassi.
Per quanto riguarda la profilassi esisto tre farmaci che si possono prendere:

  • Malarone (atovaquone/proguanil): una pillola al giorno. A parte gli effetti collaterali tipo allucinazioni e incubi è abbastanza tossico per il fegato quindi si sconsiglia un uso prolungato che superi i 90 giorni. Siccome starò in zone dove c’è la malaria per più di 90 giorni sarebbe da escludere. Tra l’altro è un farmaco molto caro, anche nella versione generica un mese di trattamento costa all’incirca 100€ nelle farmacie Namibiane.
    Il Malarone può essere usato anche per la cura della malaria: 4 pastiglie al giorno per tre giorni. 12 pillole quindi. E 12 pillole di Malarone mi sono portato dall’Alaska alla Patagonia. In Namibia ho deciso di investire in 12 pillole nuove.
  • Doxycycline: una pillola al giorno. Si tratta di un antibiotico che può essere usato come profilassi per la malaria. È abbastanza economico ma ha un grosso effetto collaterale, rende la pelle altamente fotosensibile. Questo è un bel problema quando devi pedalare 12 ore al giorno o più sotto un sole infernale. Un dottore me ne ha regalato un tubetto con 100 pillole.
  • Lariam (mefloquine): una pillola a settimana. Sarebbe stata la mia scelta per la profilassi se non fosse che non sono riuscito a trovarlo né in Sud Africa né in Namibia. Salendo verso nordest in Africa inizia ad essere un problema fidarsi comprando medicine nelle farmacie locali, il rischio di comprare pillole di zucchero contraffatte è molto alto purtroppo. Comunque, questo farmaco mi è stato sconsigliato da varie persone perché può provocare effetti collaterali indesiderati molto gravi, può indurre gravi disturbi mentali, depressione fino al suicidio e crisi psicotiche. Una psicologa italiana responsabile di volontari di una NGO in Zambia mi raccontava di una volontaria che correva impazzita brandendo un coltello in preda di una crisi psicotica finché non è stata sedata con valium in ospedale.

Viste le problematiche legate a costo, tossicità, reperibilità ed effetti collaterali ho deciso che la migliore strategia per il momento è la non profilassi. Cercherò di minimizzare il rischio cercando di usare repellenti e chiudermi in tenda nelle ore di massima attività delle zanzare (crepuscolo e all’alba). Tra l’altro la stagione delle piogge è iniziata.

Nelle mie borse ho tre kit di self test per diagnosticarmi la presenza dei tre tipi di parassita nel sangue e ho anche abbastanza Coartem (artemether/lumefantrine) per curarmi (eventualmente anche Malarone).

Comunque, vista tutta la fortuna che ho in Africa mentalmente sono già preparato al peggio però spero tanto di non dover affrontare questa esperienza sciagurata.

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